Piove, è tutto buio e dovrei dormire ma ascolto l’incessante ticchettio della pioggia e così mi viene in mente quel giorno di maggio di quattro anni fa, quando la pioggia era l’ultimo dei nostri problemi.
Invece, durante questa sera, io sono sola e ti penso, mi manchi.
È inutile negarlo, ti penso sempre e spero che quel rumore faccia comparire il tuo nome, anche per dirmi che a Londra il tempo fa schifo e che mi pensi anche tu.
Tra meno di un mese sarò anch’io in quella città che tanto ami e allora penso non ci saranno scuse o scappatoie che tengano, ho paura che Londra sia solo il mio diversivo per tornare da te, tra le tue braccia.

noi tornare pioggia amore mi manchi ti penso mi pensi pensiero notte

E poi c’è chi ha corso per così tanto che adesso non ha piú forza nelle gambe.

La tua giornata inizia male quando leggi che lei lo ha chiamato nel modo in cui lo chiamavi tu.
Ti verrebbe di prenderla a calci, a parole, di gridarle che lui è solo tuo. Ma non puoi.
Lui non le ha detto nulla, le ha permesso di farsi chiamare in quel modo e chissà non è nemmeno la prima volta che succede.
Forse è con lei che voleva condividere le proprie emozioni in quel testo che tu pensavi fosse per te.
Eppure chissà cosa hai pensato quando ti ha chiamato così, se per qualche momento hai pensato a me e avresti voluto dirle di evitare quel nome.
Lui non è tuo, non è tuo.

vaffanculo rabbia lui mio lei stronza amore