Now Playing Tracks

Te ne accorgi quando qualcosa sta cedendo, che sia un muro, una foglia, un cuore.
Diventa fragile, intoccabile.
E poi cade, si infrange a terra in tante minuscole particelle, si sparpagliano e sanno che non si rincontreranno mai piú, nemmeno se lo volessero.
È strano quando ti delude chi non avresti mai immaginato potesse farlo, ci rimani male, resti col dubbio, ‘ma quando…?’ ‘ma, come?’ ‘perché?’.
Ti allontani col cuore in mano e intanto lo guardi disegnando una nuova ferita, una cicatrice in piú a segnare la storia della tua sopravvivenza.

Papà oggi è la tua festa, in realtà non avresti proprio niente da festeggiare ma anche se per me da piccola non sei stato il mio principe, o il mio salvatore, sei il padre migliore del mondo.
Ti ho sempre visto come un uomo freddo e severo, non mi chiami tesoro mio e bambina mia, non l’hai mai fatto, ma dopo tutto ciò che stai affrontando, stiamo affrontando, ho capito che tu vuoi solo sembrare forte, non lo sei.
Ti sei battuto e ti batti per tenere tutti insieme, questo è quello che un vero padre fa. Tu sei quel padre.
Un bacio papà.

Ogni singola lettera dell’alfabeto, tranne una, ha una lama o almeno una punta al suo interno.
Possono avere curve, ma alla fine, irrimediabilmente, terminano con una sottile mina, tranne la O.
Tuttavia anche la o, in alcuni casi può essere tagliente, ha un rinforzo a farle da visiera.
E allora ogni parola ha le sue combinazioni per equilibrare il male che può fare, una virgola o un accento può amplificare o limitare il dolore.
Evitate le lame accompagnate ai sentimenti, formerete cicatrici indelebili al sapore di metallo.
Le lettere tagliano, i sentimenti sanguinano, il tempo rimargina ma non dimentica.

Anonimo

Anonimo ha chiesto:

Perché le persone si ritengono così importanti da dire ad altre " che tristezza la tua vita"?

7disera:

Internet è uno strumento utilissimo, ma dà potere a certi individui e questo mi dispiace. Io per fortuna non mi lascio condizionare da qualcuno che non mi ha nemmeno mai visto, che non ha nemmeno mai visto cosa faccio ogni giorno e in che modo, che non ha nemmeno visto cos’ho in fondo agli occhi, ma c’è chi è più vulnerabile di me, e ripeto…mi dispiace. Quelli che scrivono messaggi del genere devono sentirsi molto divertenti quando cliccano “pubblica”. Immagino i loro pensieri “yeah, ora la/o faccio incazzare, o meglio ancora stare male, ora ci penso io!”. E’ deprimente se ci penso. Mi dispiace anche per loro un pochino. Io qui racconto alcune cose, non molte, e la visione che ne esce di me è parecchio confusa perché alcuni racconti sono relativi a storie passate, alcune cose che scrivo (la maggior parte) sono descrizioni di sensazioni che provo o che ho provato che poco dicono sull’andamento della mia vita. Se qualcuno si prende la briga di scrivermi che la mia vita è triste deve essere perché passa qui più tempo di quanto dovrebbe, mi legge e non mi sopporta. Magari gli sto antipatica, può succedere. E quindi va oltre quello che dico e inizia a giudicare. E’ come quando una vede un’altra vestita tutta eccentrica e siccome non si vestirebbe mai come lei inizia a dire “quella è matta”, “poverina”, “magari è pure zoccola”.
Non è un problema, ultimamente ho vissuto dei momenti piuttosto tristi e ho riattivato le domande anonime per poter spostare i miei pensieri su quello che altri decidevano per me, ma mai e poi mai (nemmeno se avessi davvero una vita triste-perché insomma…è anche legittimo, non tutti hanno una vita meravigliosa) darei peso a una cosa del genere. E questo è un consiglio che do a tutti, soprattutto a quelli che mi scrivono che sono insicuri, fragili e deboli: state pure su tumblr, legatevi pure a qualcuno su internet, ma non ascoltate chi per stare bene denigra gli altri. Non l’ascoltate perché ha sicuramente qualcosa che non va; sono peggio dei virus intestinali quelle persone lì.
Non ci credete a quello che vi dicono, né su internet né fuori di qui (perché la gente così è ovunque, magari fosse solo qui!), loro non dicono quello che pensano: loro dicono quello che pensano per ferire gli altri.
C’è una differenza abissale e sono loro che devono vergognarsi o intristirsi per qualcosa, non voi.

One step closer.

Un passo avanti.
Un passo avanti verso di te e le tue braccia quel pomeriggio mi cambiarono la vita, mai avrei pensato che un passo avanti fisicamente, si sarebbe percosso così in questo modo stravolgendomi, così è stato un passo avanti verso la mia salvezza.
Un passo verso un’altra voce, altri occhi, altre mani, un passo verso un nuovo amore.
Dopo quel passo ne abbiamo aggiunti di nuovi, adesso danziamo attraverso le note delle nostre vite e nessuno ci ferma, tu non glielo permetti.
Un passo verso di noi, amore mio.

Era come se fosse rinata, come se tutto attorno a lei fosse svanito, i pianti, le urla, le giornate di sole rinchiuse nella stanza, tutto era svanito, era bastato un solo sguardo perché i fiori potessero sbocciare.
I suoi occhi erano tornati a splendere di quella forza che anche il mare avrebbe invidiato, se solo avesse potuto, di quella bellezza che anche la rosa piú bella non avrebbe potuto eguagliare, di quella luce che sola avrebbe potuto illuminare una notte senza stelle.
Si era spezzata, piegata, sottomessa, aveva sofferto, aveva pensato che il mondo non avesse piú ragion d’essere, eppure lui, lui l’aveva salvata, le aveva insegnato il valore di una risata, la tenerezza che solo chi ha sofferto è capace di dare, l’aveva fatta innamorare di nuovo.
Così altri occhi la guardarono, altre mani la sfiorarono e altre labbra la baciarono.

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